lunedì 14 maggio 2012

Musicista, si ma che lavoro fai?

Eccoci,
ora posso finalmente dire di essere tornato in Italia. Intendo dire ufficialmente.

Quando si tratta di musica o di musicisti, questo Paese sembra mettercela tutta per infilare i bastoni tra le ruote a chiunque abbia una benché minima intenzione di creare qualcosa.
Era la terza volta consecutiva che cercavo di scendere in sala prove con il percussionista per studiare un po', quando scopro con sommo dispiacere che la serratura della porta è stata cambiata.
Riesco, non senza difficoltà, a chiamare il diretto interessato per scoprire che il sistema è cambiato, che le chiavi le hanno solo loro, che bisogna avvisare prima, che aprono e chiudono loro e tu devi solo suonare e pagare.
E allora, siccome sono rientrato dopo cinque mesi di assenza, gli domando se proprio non è possibile aprire la sala in extremis, solo per questa volta.

No.

Si rompe il disco e comincia a ripetere che avremmo dovuto avvisare prima, che ormai è troppo tardi e non può più fare niente.
Va bene, se non fosse stato anch'egli un  musicista avrei forse capito la situazione e lasciato correre, d'altronde l'errore non era ne suo ne mio.
Ma il problema è che lui è, o meglio, dice di essere un musicista. E a questo punto allora non capisco. Perché non poteva alzare il culo dal divano e aprire questa maledetta porta? Perché un musicista, che meglio di chiunque altro può capire quanto sia difficile in questo Paese riuscire a suonare o anche solo a studiare musica, non si è degnato di fare quel centinaio di metri che separano casa sua dalla sala prove per aprire la porta?
Perché?
Non trovo spiegazioni, non mi do pace. Mi arrabbio con tutti, anche con chi in realtà non centra nulla. Mi rendo conto che forse sto esagerando ma ogni volta che si tratta di musica mi si tocca un dente scoperto.

sabato 31 marzo 2012

Fatto!


Fintio. Dopo circa cinque mesi, ho finito il viaggio per il sud America con Vanessa.
Com'è stato? Magnifico, incredibile, difficile, esaltante, sconfortante, lungo, cortissimo, assolato, piovoso, caldo, umido, freddo, da togliere il fiato [breathless], desolato, caotico, affollato, gustoso, insipido. e molto altro ancora.
Insomma in una parola: unico.

Adesso si torna alla realtà. Non so quale sia ancora. Non so cosa mi aspetta e, sinceramente, ho un filo di timore. Staremo a vedere.

Adesso però ho un sacco di cultura in più.

sabato 22 marzo 2008

Ri-pensamenti


Riporto pari pari un post che pubblicai tempo fa su un altro blog ormai in disuso.

Sarà capitato un pò a tutti di avere lampi di intuito sotto la doccia o, ancora meglio, sulla tazza del cesso. Sono di solito i più profondi ed intensi. Bene, uno di questi riguarda la carenza di sonno.
Quando ci si sveglia molto presto oppure si va a letto molto tardi e ci si deve alzare ad un orario normale oppure ancora non si dorme per niente per almeno una notte intera, capita (almeno a me) di essere insofferenti a molte cose quali rumori normamente sopportati, colori o luci troppo forti eccetera. Inoltre ho notato che in questa carenza di sonno (o eccesso di veglia) le capacità musicali aumentano. Almeno stando agli ascoltatori che erano presenti ai concerti. Bene, sotto la doccia ho capito perchè.
L'aumento della sensibilità del nostro (mio) corpo sviluppa una sorta di intolleranza agli agenti esterni, visti come una sorta di pericolo non affrontabile in quelle particolari condizioni fisiche. Allo stesso modo, nella musica, tutto ciò che il nostro corpo percepisce come incongruente, secondo i nostri gusti, viene elaborato come dolore. A questo punto i riflessi aumentano per eliminare la possibilità di un errore "stilistico". Concludo quindi che coloro che suonano bene in carenza di sonno hanno un generale buon gusto musicale, che a riposo non sempre riesce ad emergere.

venerdì 2 novembre 2007

Il Gentile Gentiloni



Il nostro ormai ex-ministro ha pensato bene che per eliminare il digital-divide non c'è niente di meglio che affidarsi ai più autorevoli esperti in materia, ovvero chi il dig-div lo ha creato: Vodafone, Tim, 3G, Wind.
Un genio o un colluso?

giovedì 11 ottobre 2007

Spinta creativa.


La differenza è netta. C'è chi agisce perché spinto da nobili principi e chi invece perché semplicemente imita ciò che più lo attira o desidera. Sembrano facili parole e in effetti in apparenza lo sono. Mi sono però venute in mente ascoltando il grande Renzo Piano. O meglio: guardandolo e pensando quindi al suo operato. Egli infatti non ha mai agito per motivi stilistici particolari o addirittura per soldi. Magari agli inizi della sua carriera. Ha sempre ideato grandi opere per puro spirito creativo. Ed ecco qui la parte interessante. Lui come tanti altri grandi artisti nel più ampio senso della parola, ha dettato gli stili e creato le mode e le tendenze del suo campo. Proprio perché non inseguiva secondi fini. Chi invece agisce, crea o semplicemente lavora facendo però qualcosa che in fondo non lo interessa, non può che dare vita ad una copia di qualcosa.
Certo pensare che un domani tutti gli uomini sul pianeta possano fare ciò per cui sono nati è semplice utopia ma che ci si appassioni un pò di più a ciò che quotidianamente si è "costretti" a fare, non è che una speranza plausibile. In fondo non serve niente altro che scegliere tra i soldi e il nostro futuro.…

sabato 22 settembre 2007

E tutto d'un tratto: il coro!


Ed eccoci finalmente tornati nell'etere con queste diavolerie wireless (con meno fili..).
Cominciamo con la lamentela delle tariffe flat inesistenti in 'sto cacchio di paese e passiamo subito al fatto che tutto quello che sto facendo in questo ultimo mese sembra portare dritto dritto nel 2012. Tutto facile, un sacco di cose, tanta gente nuova e con nuove idee, il popolo tutto (!) che si movimenta nelle piazze e solleva quel tanto di polvere per incuriosire i media (che però discutono del modo ma mai dei contenuti).
Bello.
Pure la musica che sembrava in letargo sembra accogliere gli influssi positivi della trasformazione. Parlo di un cazzutissimo trio latin che sognavo da una vita.
Bello vero.